Giosuè Bove
segretario della federazione provinciale di Caserta del Partito della Rifondazione Comunista
"Se, infatti, la ragione dichiarata per sostenere la necessità dello sbarramento al 4% o al 5% è di ridurre la frammentazione partitica per garantire la governabilità, essa potrebbe avere persino una sua logica (ancorché non condivisibile) a livello nazionale. Ma cosa c'entra con il parlamento europeo, dove, com'è noto, non c'è da eleggere alcun governo?
In realtà si tratta di un altro tentativo di lasciare fuori dalle istituzioni europee culture politiche considerate di ostacolo alle politiche neoliberiste nel vecchio continente, come se la bocciatura irlandese del trattato di Lisbona non avesse insegnato niente.
Intanto, a quanto pare, l'accordo tra Pd e Pdl è fatto: Fini e D'Alema convergono su una proposta che introduce una soglia di sbarramento elettorale e la fissa al quattro per cento e alza a dieci le circoscrizioni. Per di più, restano due incognite. Intanto la manifestata volontà della maggioranza di non accontentarsi e di puntare ad uno sbarramento del cinque per cento; poi la (voluta?) vaghezza a proposito del recupero dei resti su base nazionale. Non è un dettaglio: l'assenza di tale recupero significherebbe, nei fatti, una soglia di sbarramento ben più alta del già alto quattro per cento.
Naturale la preoccupazione, non solo in casa Prc. Il cui segretario, Paolo Ferrero, ieri ha preso carta e penna per scrivere al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e chiedere un incontro-confronto sulla legge elettorale per le europee. Partendo dalla constatazione (riconosciuta in entrambi gli schieramenti) che «le forze comuniste e di sinistra, pur non essendo rappresentate in Parlamento, sono parte integrante della dialettica politica e sociale del Paese», Ferrero sottolinea la necessità che esse siano ascoltate «su questioni di particolare rilevanza, al fine di avere un quadro completo delle posizioni in campo». Di qui la richiesta di un incontro ufficiale «da tenersi in tempi rapidi»: «E' infatti del tutto evidente - sottolinea il leader del Prc - che la modifica della legge per le elezioni europee, non avendo per altro alcuna giustificazione dal punto di vista della governabilità delle istituzioni europee, avrebbe l'unico ma gravissimo effetto di determinare un ulteriore ed inaccettabile distacco tra il Paese reale e la rappresentanza istituzionale».
Al presidente del Consiglio dei Ministri
Signor Presidente, nelle settimane immediatamente successive alle elezioni del 13/14 aprile - che hanno sancito l'esclusione dalla rappresentanza parlamentare delle forze di sinistra - molti esponenti politici di entrambi gli schieramenti hanno notato come questo fatto determinasse un elemento distorsivo nel rapporto tra istituzioni e Paese. E' infatti evidente che le forze comuniste e di sinistra, pur non essendo rappresentate in Parlamento, sono parte integrante della dialettica politica e sociale del Paese.
Per affrontare questa situazione alcuni esponenti politici del suo schieramento hanno segnalato la necessità di audire, su questioni di particolare rilevanza, le forze di sinistra, al fine di avere un quadro completo delle posizioni in campo.
Vista la volontà espressa dal suo governo di intervenire al fine di modificare la legislazione relativa alle elezioni europee e vista la possibilità che tali modifiche determinino contemporaneamente la riduzione dei diritti dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti e l'espulsione delle forze di sinistra dallo stesso Parlamento europeo, con la presente Le chiedo di avere un incontro ufficiale con i ministri competenti al fine di poter esprimere le posizioni del Partito della Rifondazione Comunista.
E' infatti del tutto evidente che la modifica della legge per le elezioni europee, non avendo per altro alcuna giustificazione dal punto di vista della governabilità delle istituzioni europee, avrebbe l'unico ma gravissimo effetto di determinare un ulteriore ed inaccettabile distacco tra il Paese reale e la rappresentanza istituzionale. Tale indirizzo è con ogni evidenza del tutto estraneo allo spirito della Costituzione che, affidando al popolo la sovranità, non contempla che questa possa essere conculcata da una oligarchia composta dalle maggiori formazioni politiche.
E' quindi nella consapevolezza dell'importanza della discussione in corso e della gravità di una modifica non condivisa della legge in questione che Le rinnovo la richiesta di un incontro da tenersi in tempi rapidi.
Certo dell'attenzione che vorrà prestare a questa mia, le invio
Cordiali saluti,
Paolo Ferrero
segretario nazionale Prc
Un paio accettano di parlare delle condizioni di lavoro lì dentro. Le buste paga sono da fame e raramente sopra i 1.300 euro. Se l'asticella, come si dice, in qualche mese è un po' più alta è solo grazie agli straordinari, volontari oppure imposti. La prima malattia delle tute blu dell'Ilva è il super lavoro. I turni doppi sono la normalità. Il ricatto, del resto è totale. Anche perché con il sistema del sottoinquadramento è facile per la direzione ottenere ciò che vuole. L'operaio, in pratica, viene retribuito con un livello che non corrisponde mai alla mansione effettivamente svolta. E nessuno fiata. Del resto, in una situazione dove i lavoratori dichiarano di iscriversi alla Uilm, perché essendo il sindacato più vicino alla direzione è anche quello che dà maggiori garanzie cosa altro si può fare se non venire qui davanti e discutere a tu per tu?